Pensieri presso la porta santa al Gethsemani

Domenica 13 ho partecipato insieme a molti cattolici latini alla cerimonia di apertura della Porta Santa alla Basilica del GethsemaniGethsemani

È stato un momento bello, profondo, di unione. Non è facile vivere momenti simili qui, dove il più delle volte sembra vincere un certo spirito di divisione, di separazione, di violenza e di sospetto reciproco. Ho respirato una tensione comune verso qualche cosa che superava certamente la liturgia, la celebrazione del Patriarca, la presenza di tanti vescovi e preti. Era un desiderio di accedere alla stessa esperienza proposta da Papa Francesco a Bangui e a Roma e che molti di noi hanno solo vissuto attraverso la televisione o i nostri computer.

Il desiderio di vivere simbolicamente un accesso alla Misericordia di Dio.

C’è così tanto bisogno di una Misericordia che facciamo fatica ad avere.

Prima di tutto con noi stessi. Vorremmo essere diversi, migliori. Lo specchio di chi vorremmo essere. Ma non lo siamo mai. E non siamo capaci di essere semplicemente ciò che siamo, accogliendoci per ciò che siamo.

Poi con gli altri. Non lo nego, faccio fatica a perdonare. Ferite del passato ritornano così spesso fuori, non si dimentica. Ci si lega in una spirale perversa ai propri “carnefici”, lasciandoci intrappolare dalla memoria del male subito che rimane attiva e bruciante dentro di noi. Per qualcuno il proprio padre, per altri il proprio compagno o compagna che ci ha tradito, per altri ancora qualche persona che ci ha fatto del male in questa o quella circostanza della vita. Qui in questa Terra poi, la memoria del male ricevuto diventa un abisso nel quale si rimane imprigionati e che porta all’odio e al desiderio di una vendetta che sembra mai essere sufficientemente compiuta.

Ecco perché vogliamo passare da una porta. Da un limine così carico di simbolismo interiore che ci dia il senso che è possibile passare oltre. Dio ha fatto e fa così con noi.

Eravamo tutti lì per quello.

E chissà… Il modo particolare in cui la Porta Santa del Gethsemani è proposta mi ha colpito molto

Porta Santa Gethsemani

Si entra attraverso la porta e bisogna passare dalla Croce. Solo passando di lì si incontra la possibilità di un cielo diverso, il cielo delle cupole della Basilica del Gethsemani. Il luogo dove Gesù ha pianto per dare la sua vita per noi, per misericordia, per amore.

Cielo Gethsemani

3 thoughts on “Pensieri presso la porta santa al Gethsemani

  1. Grazie Stefano. Grazie per questi pensieri di amore condivisi… Accettare di credere… Fede. Accettare di passare dalla porta… La fede e l’accettazione di sè e del proprio servizio… La croce: fede e accettazione portano ad un personale cammino in cui la sofferenza è la chiave per la trasformazione della potenzialità in essere “agito.”
    Grazie Stefano…

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