Mamme, Papà e Presepi

Ma quante mamme ci sono nella Bibbia! Tante, davvero tante. Le loro storie di solito sono sempre piene di vita. Quella vita che per una mamma ha mille sfaccettature. Al punto che anche i sentimenti di Dio sono spesso descritti come quelli di una mamma. « Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò » (Isaia 66,13); « Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia. » (Salmo 131,2);  « Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. » (Isaia 49,15). Questo immaginario al femminile di Dio ci è stato ricordato da Papa Luciani e ultimamente anche da Papa Francesco.

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La figura di Maria, la mamma di Gesù ci ha accompagnato in questo periodo e i suoi sentimenti hanno costellato le nostre meditazioni nel cammino verso il Natale. L’immagine di Maria che è custodita nella Grotta del Latte a Betlemme è così dolce e vera …

Non sono sposato e non ho mai avuto figli. Eppure quante coppie, quanti bimbi, quante esperienza narrate e condivise con me.

Forse per questo stamattina è l’immagine dell’attesa di Giuseppe nell’imminenza del parto della sua sposa che si è fatta strada nella mia preghiera.

Ricordo mio fratello e tanti amici nei giorni imminenti la nascita del loro primo figlio e nei giorni subito dopo. Mi fa sempre sorridere con un affetto incredibile ciò che mi disse uno di loro mostrandomi la foto del suo bimbo di pochi giorni: “Guarda Stefano mio figlio. Vero che è bello? Ma non lo dico perché sono suo padre. È oggettivamente bello!”. Quanta dolcezza, quanta tenerezza in quell'”oggettivamente”. Sono sicuro che anche Giuseppe ha avuto lo stesso pensiero guardando il piccolo Gesù appena nato a Betlemme.

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Giuseppe. I vangeli non solo non riportano alcuna sua parola, ma non ci dicono neppure alcunché riguardo ai suoi sentimenti. Anzi, l’unico che ci è testimoniato è leggibile nella sua decisione di ripudiare Maria, una volte venuto a sapere di questa sua gravidanza che non lo aveva come … protagonista (Mt 1,19)! L’angelo che gli appare in sogno gli dice: « non temere, non avere paura a prendere con te Maria, tua sposa » (Mt 1,20).

Ho sempre trovato fantastica questa frase, perché è simbolicamente vera per ogni coppia. Giuseppe potrà accogliere “il bambino che è generato in lei”, solo prendendo con sé la sua sposa Maria. Ma è proprio quello che ogni uomo è obbligato a fare. Solo fidandosi della propria donna, solo “prendendola con sé”, un uomo può diventare davvero padre. Nessun uomo può mostrare proprio figlio a qualcun altro dicendogli che è “oggettivamente” bello, senza “prendere con sé” la propria donna. E questo perché solo nel gesto della madre che porge il proprio figlio appena nato nelle braccia del suo uomo si può realizzare quella trasformazione di un uomo in padre. E questo è successo anche a Giuseppe.

Allora c’è bisogno di un’altra icona. Per quanto sia bella l’icona che ho trovato nel luogo tradizionale di san Giovanni nel Deserto e che ho messo sopra, per quanto belle siano le immagini della Madonna col bambino, stamattina non le ho trovata vere fino in fondo.

Questa mi ha soddisfatto di più oggi!

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E del resto, a Natale il presepe è così! … o no?

 

 

 

 

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